venerdì 24 maggio 2013

COME TAGLIARE UNA SIM IN MICROSIM

DA TECNOCINO Come tagliare una SIM per ottenere una microSIM da inserire in smartphone di ultima generazione come Samsung Galaxy S4? È infatti possibile ricavare col fai da te il formato minore della Sim andando letteralmente a tagliare la plastica intorno al chip facendo attenzione a non rovinarlo e a non levare né troppo né troppo poco. In questa semplice e pratica guida vi racconteremo come fare per adattare il formato in pochi secondi, avvertendovi però dei rischi che si corrono: se non siete dei maghi con le attività manuali è meglio lasciar perdere perché si corre il rischio di rovinare il chip e dunque di essere obbligati a acquistare una microSIM. Di conseguenza, non ci prendiamo la responsabilità dei danni eventuali. Che cos’è una microSIM? È una Sim con minor spazio intorno al chip dunque con un ingombro minore che ha facilitato l’innovazione tecnica andando a offrire più spazio per altri componenti più evoluti. Sembra paradossale in un mondo in cui si tende a puntare su schermi sempre più imponenti e dalle diagonali sempre più generose, eppure anche un risparmio di pochi millimetri può essere fondamentale. Quanto costa richiedere una microSIM? Dipende dagli operatori (e anche, purtroppo, ogni tanto anche dal centro telefonico). Mediamente è di 10 euro con 5 euro di traffico incluso. Per chi vuole risparmiare questo pugno di euro oppure per chi si trovasse in una situazione in cui serve urgentemente inserire una Micro SIM, magari in un cellulare appena acquistato, il consiglio è quello di fare tutto con calma e spendendo qualche minuto in più per evitare di combinare problemi irreparabili. Esistono tanti taglierini personalizzati che in poche frazioni di secondo tagliano la Sim, molti centri operatore ne possiedono uno e se il responsabile è gentile potrebbe anche tagliare gratuitamente, ma è un’ipotesi sulla quale non fare affidamento. Così, passiamo alla soluzione fai da te. Con righello e penna (meglio pennarello, ma a punta sottile) misurare 12 millimetri in altezza e 15 millimetri in lunghezza prendendo come riferimento l’angolo opposto a quello tagliato in diagonale. La raccomandazione è quella di tenersi più larghi per poi smussare in un secondo momento. Una volta segnato il riferimento si potrà effettuare il taglio in diagonale, che potrà essere piuttosto a occhio prendendo come riferimento lo slot che accoglie la SIM nel telefono. Se la microSIM non entra allora levigate bordi e contorno con una lima da unghie, se una volta inserita nel telefono non funziona, be’ è il caso di preoccuparsi. Ma basta un po’ di attenzione e il gioco è fatto.

sabato 18 maggio 2013

IL GIRO A PINEROLO

Oggi pioveva che Dio la mandava, ed infatti anche il GIRO, che doveva passare da Pinerolo e poi prendere per Sestriere, ha... cambiato giro! Ed ha puntato verso Avigliana.

giovedì 9 maggio 2013

La mia maglia

Ho finito or ora di ricamare il maglioncino di lana riciclata 2 volte, naturalmente fatto da me. Se non veniva bene buttavo via tutto! ...ma si sa, quando le cose vengono fatte col CUORE ... i risultati si vedono! :-D;):-O

sabato 4 maggio 2013

niente tasse sulle ferie non godute

Niente tasse sulle ferie non godute
E’ scaduto il contratto e il lavoratore non ha smaltito tutti i giorni di ferie che aveva? Su quelle non godute, che gli verranno pagate, non graverà nessuna tassa . A sciogliere il nodo di una questione dibattuta da tempo ci ha pensato la quarta sezione della Commissione tributaria del Lazio depositando, lo scorso 6 febbraio, una sentenza (la 89/2013) destinata a segnare un nuovo percorso nei rapporti contributivi.
Alla luce della decisione dei giudici regionali, infatti, può essere richiesto il rimborso di quanto è stato trattenuto indebitamente negli anni, visto che il compenso sostitutivo delle ferie non godute non può essere soggetto a tassazione poiché ha natura risarcitoria. Ed è proprio la natura risarcitoria delle ferie non fatte dal dipendente a renderle non soggette alle imposte dirette . Le ferie annuali e i riposi settimanali costituiscono, infatti, un diritto insopprimibile del lavoratore, “connesso alla protezione della sua salute quale bene primario costituzionalmente garantito”.
Il collegio giudicante quindi, nella sua interpretazione, ha avuto la Costituzione come bussola ed è su questa base che è stato deciso di accogliere una richiesta di rimborso delle ritenute fiscali . Ritenute “illegittimamente trattenute” per le quali è stata stabilita, appunto, la completa non tassabilità. “L'articolo 6, comma 2, del Tuir n. 917/86 stabilisce l'imponibilità delle sole indennità conseguite a fronte di effettive perdite di reddito (lucro cessante), ma non anche a quelle, come nella specie, che sono tese a riparare un danno, senza effettivo incremento reddituale”, si legge nella sentenza.
Così, se il dipendente per qualche motivo, che sia una sua scelta o meno, non consuma le ferie e non riceve nessuna somma, il datore di lavoro rischia di commettere un illecito . E il dipendente alla luce di questo avrà diritto a ricevere una cifra. O meglio, “un’indennità” che contenga, oltre alla retribuzione, un’adeguata “ maggiorazione che compensi lo stress fisico e psichico ”. Lo spiega chiaramente la legge perché la somma che spetterà al dipendente, essendo in questo caso un “ risarcimento ” (e non invece la funzione di reintegrare la perdita di un reddito), non è assoggettabile all’imposizione Irpef.
La tipologia in cui rientra il “risarcimento”, infatti, non è contemplata tra quelle cosiddette “costituenti ipotesi tassative di reddito imponibile”. Ma una distinzione, i giudici, l’hanno fatta. Potrebbe essere valutata diversamente, a loro avviso, la parte di indennità che corrisponde alla retribuzione ordinaria dalla vera e propria maggiorazione . Data la carenza normativa in questo campo specifico, però, si tratta solo di un’ipotesi: alla fine dei conti, la richiesta di rimborso deve essere accolta per intero . E, soprattutto, la somma non sarà tassata.
La pronuncia apre un varco su molti fronti, anche alla luce delle novità che erano state introdotte dalla spending review : la scorsa estate per gli insegnanti, ad esempio, venne di fatto eliminato il compenso sostitutivo delle ferie maturate e non godute. La norma rischiava di portare molti docenti precari a non vedersi più retribuire le ferie non godute durante l’anno e venne duramente contrastata a suon di ricorsi per l’Irpef indebitamente trattenuta.
A questi, e alle sentenze che sono seguite (tra le quali quella della Cassazione datata 11 maggio 2011) si aggiunge la recente pronuncia della Corte tributaria per sancire nuovamente il principio per cui l'indennità sostitutiva delle ferie e dei riposi settimanali non goduti ha natura non retributiva ma risarcitoria.