martedì 25 giugno 2013

in caso di licenziamento...


...La legge Fornero disciplina poi i licenziamenti "per motivi economici", nozione che fa riferimento ai licenziamenti intimati per giustificato motivo oggettivo, vale a dire per ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa e, dunque, indipendenti dalla condotta del lavoratore. Per questi licenziamenti, il giudice - se ne accerta l'illegittimità - riconosce al lavoratore il diritto al pagamento di un'indennità di valore massimo compreso tra le 12 mensilità e le 24 mensilità, senza la reintegra.
Tuttavia, se il licenziamento è manifestamente insussistente, oppure è stato intimato per ragioni discriminatorie o disciplinari (e che dunque l'attribuzione del motivo oggettivo è meramente fittizia) si applicano sanzioni più gravi (reintegra e risarcimento, variabile secondo i casi). Da notare che questo tipo di licenziamento deve essere preceduto da una procedura di conciliazione preventiva che si svolge presso la direzione territoriale del Lavoro.


...Per le aziende soggette, prima della riforma, alla c.d. tutela obbligatoria, non cambia nulla. Come in precedenza, il licenziamento ingiustificato resta sanzionato con il solo pagamento di un'indennità di importo variabile tra le 2,5 e le 6 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, senza reintegra sul posto di lavoro.


Motivi delle dimissioni

...Rientrano nel concetto di giusta causa quei fatti di particolare gravità che, valutati caso per caso dal giudice, siano tali da impedire la continuazione del rapporto.
Così costituisce "giusta causa" di dimissioni, ad esempio, il mancato pagamento delle retribuzioni, il rifiuto del datore di lavoro di corrispondere un compenso adeguato alle prestazioni lavorative svolte in suo favore oppure la modifica dell'orario di lavoro sempre per volontà unilaterale del datore.

disoccupazione ordinaria

DAL SITO  INPS: DISOCCUPAZIONE ORDINARIA

Regole generali

Una quota dei contributi versati per i lavoratori regolarmente iscritti all'INPS serve per assicurarsi contro la perdita del lavoro e la disoccupazione, causata dall'estinzione di un rapporto di lavoro per cause non attribuibili alla volontà del lavoratore stesso.

L'indennità spetta a tutti i lavoratori subordinati senza distinzione di qualifica, compresi i lavoratori a domicilio e gli stranieri extracomunitari.

Non è necessario che lo stato di disoccupazione sia assoluto:
  • l'indennità è riconosciuta quando si perde l'attività principale da cui si ricava il reddito maggiore;
  • si può ricevere l'indennità di disoccupazione anche se si sta svolgendo un'attività stagionale.
Esistono diverse forme di indennità di disoccupazione, distinte in base al settore di lavoro e ai requisiti richiesti:
  • indennità ordinaria
  • trattamento speciale per l'edilizia
  • trattamento speciale per operai agricoli
I trattamenti sono detti 'speciali' in quanto comportano percentuali di indennità superiori a quelle delle altre forme di disoccupazione, rivolgendosi a lavoratori di settori produttivi spesso soggetti a interruzioni del rapporto di lavoro.


Il pagamento delle indennità di disoccupazione cessa quando il lavoratore:
  • ha percepito l'indennità per tutte le giornate previste;
  • viene avviato dalle agenzie di lavoro ad una nuova attività;
  • diventa titolare di un trattamento pensionistico diretto (pensione di vecchiaia, di anzianità, pensione anticipata, pensione di inabilità o assegno di invalidità).
Indennità ordinaria

A chi spetta

L'indennità di disoccupazione ordinaria spetta:
  • ai lavoratori licenziati ( non a quelli che si dimettono volontariamente, a meno che non si tratti di dimissioni per giusta causa);
  • a partire dal 17 marzo 2005, ai lavoratori che sono stati sospesi da aziende colpite da eventi temporanei non causati nè dai lavoratori nè dal datore di lavoro.
Il lavoratore per avere diritto all'indennità deve essere in possesso dei seguenti requisiti:
  • almeno 52 settimane di contribuzione nei due anni che precedono la data di cessazione del rapporto di lavoro;
  • almeno 2 anni di assicurazione per la disoccupazione involontaria, vale a dire almeno un contributo settimanale versato prima del biennio precedente la domanda;
  • dichiarazione, effettuata presso il Centro per l’Impiego competente, di disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa. 

Quanto spetta

Per la disoccupazione in pagamento dal 1° gennaio 2008, l’indennità di disoccupazione ordinaria è pari al 60% della retribuzione – percepita nei tre mesi precedenti la fine del rapporto di lavoro – per i primi 6 mesi, al 50% per il settimo e ottavo mese e al 40% per i mesi successivi.

Per quanto tempo

Dal 1° gennaio 2008 l’indennità di disoccupazione ordinaria viene corrisposta per un periodo di 8 mesi, che diventano 12 se il disoccupato ha un’età pari o superiorea 50. anni (L’età da considerare è quella posseduta dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro).
Ai lavoratori sospesi spetta nel limite massimo di 65 giorni.


La domanda

La domanda per ottenere l’ indennità di disoccupazione ordinaria non agricola (mod. DS 21), può essere presentata, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, direttamente alla sede INPS competente per residenza.


Il pagamento

L'indennità può essere riscossa:
  • con assegno circolare;
  • con bonifico bancario o postale;
  • allo sportello di un qualsiasi ufficio postale del territorio nazionale.

mercoledì 19 giugno 2013

vacanze?











































Con la crisi quest'anno ho ridotto i tempi e la distanza verso il luogo di villeggiatura, che in parole povere significa che sono stata in Liguria per soli 4 giorni. Pochi, ma buoni!!! ;)

mercoledì 5 giugno 2013

Cavour

Oggi un bel giretto a gustarci la pace della rocca di Cavour! ...ma che salita!:-P